12.7.13

SCORRERE

Ho capito di avere un biglietto.
Ho capito di averlo acquistato da tempo.
lo avevo in tasca senza avvertirne il peso.
Non so dove, come, l'ho avuto. Era lì, nella tasca.
Il biglietto del cambiamento.
L'ho sempre portato con me, sempre aperto, sempre valido;
indispensabile nel viaggio.
La carta fedeltà per il futuro.

Che inebriante rivelazione.

Ora davvero viaggio leggera, senza tante valigie, le ingombranti, le logore.
Posso sporgermi dal finestrino, odorare l'aria, gonfiarmene i polmoni.

Si può srotolare anche scoprendo un biglietto di carta, la verità.

Con il pezzetto in carta che sfiora le mia dita, sento il tatto affinarsi.
Disperdermi nello spettro del possibile.
Alzo lo sguardo a percepirmi per dritto, nell'interezza.
Assimilo e mi alleggerisco, dilato i confini fisici del mio corpo e in questa percezione mi 
espando come olio. Un divenire fluente.
Questo nuovo sentirmi.
Questa giovane scoperta dello scorrere.

7.9.12

Amarmi davvero


Com'è imbarazzante aver voluto imporre a qualcuno i miei desideri, pur sapendo che i tempi non erano maturi e la persona non era pronta, anche se quella persona ero io.

Oggi so che questo si chiama "rispetto".

Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho smesso di desiderare un'altra vita e mi sono accorto che tutto ciò che mi circonda

 è un invito a crescere. Oggi so che questo si chiama "maturità"...



Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho capito di trovarmi sempre ed in ogni occasione al posto giusto nel momento giusto e che tutto quello che succede va bene. Da allora ho potuto stare tranquillo. Oggi so che questo si chiama "stare in pace con se stessi".




Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho smesso di privarmi del mio tempo libero e di concepire progetti grandiosi per il futuro. Oggi faccio solo ciò che mi procura gioia e divertimento, ciò che amo e che mi fa ridere, a modo mio e con i miei ritmi.
Oggi so che questo si chiama "sincerità".




Quando ho cominciato ad amarmi davvero, mi sono liberato di tutto ciò che non mi faceva del bene: persone, cose, situazioni e tutto ciò che mi tirava verso il basso allontanandomi da me stesso... all'inizio lo chiamavo "sano egoismo"... ma oggi so che questo è "amore di sé".




Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho smesso di voler avere sempre ragione. E così ho commesso meno errori. Oggi mi sono reso conto che questo si chiama "semplicità".




Quando ho cominciato ad amarmi davvero, mi sono rifiutato di vivere nel passato e di preoccuparmi del mio futuro. Ora vivo di più nel momento presente, in cui tutto ha un luogo. È la mia condizione di vita quotidiana e la chiamo "perfezione". Quando ho cominciato ad amarmi davvero, mi sono reso conto che il mio pensiero può rendermi miserabile e malato. Ma quando ho chiamato a raccolta le energie del mio cuore, l'intelletto è diventato un compagno importante. Oggi a questa unione do il nome di "saggezza interiore".




Non dobbiamo continuare a temere i contrasti, i conflitti e i problemi con noi stessi e con gli altri perché perfino le stelle, a volte, si scontrano fra loro dando origine a nuovi mondi.



Oggi so che tutto questo è "la vita".

Charlie Chaplin  

12.7.12

Tun, tun, tun.













Tun, tun, tun.
Sordo, vibrante eco.
Si ripercuote tra spesse e crude pareti.
Vorticando s'inerpica per chiocciole ripide 
e fluttuando ripiomba nelle segrete.

Palpitanti tonfi con stucchevole cantilena si sussegono 
e ottenebrano il pensiero  he stordito e guidato, 
incessantemente reitera il
suo sconcerto.

5.3.12

Anelo

Volere un regalo,
averlo e buttarlo.
Così andò.
Ogni natale, anniversario, compleanno il desiderio di ricevere quel pacchetto.
Ma niente.

Poi, arrivò.
E la sensazione non fu quella immaginata.
Un misto di dispiacere e stupore,
con un pizzico di amaro.
Quel regalo non sembrava spontaneamente donato, quanto ricevuto.
E così finì.

Dopo qualche uscita al dito,
tornò nel suo cofanetto,
chiuso e sigillato.
Assieme al suo donatore.

Morale: anelare nuoce all'affetto? O il desiderio più forte consiste solo nel desiderio stesso?

13.12.11

Cit.

ho detto quel che ho detto... e ho pianto, perchè ciò che non avevo detto era ciò che più mi feriva... ora posso guarire in pace prima di morire.

1.7.11

Aforisma notturno

 L'egoismo di sicuro aiuta a sopravvivere... mai a vivere.

Insieme, ma sola.

Ritornano incessanti le situazioni, mutano nella forma ma l'accecante  ripetitività è nella sostanza
Attorno caos, pur sempre una qual forma di vita
E sempre dentro quel vuoto echeggiante malinconia
Oscure prospettive e aliene certezze
Turbinio informe che strangola il petto
Quel cupo tonfo, sbigottito di fronte alla sordità generale


Risucchia le viscere.